La Meridiana a Camera Oscura..di Marco Polloni

Lo STRUMENTO GNOMONICO di cui andiamo a fare qualche breve cenno, ossia la MERIDIANA A CAMERA OSCURA, è essenzialmente un grande OROLOGIO SOLARE composto da un’unica LINEA ORARIA , quella del MEZZOGIORNO LOCALE VERO, che coincide appunto con il MERIDIANO passante per il luogo in cui si trova installato lo strumento.

Quando il sole si trova alla sua culminazione, cioè al MEZZOGIORNO LOCALE, la sua immagine, perché di immagine si tratta, tramite un FORO, detto FORO STENOPEICO (dal greco: stenos opaios = piccolo foro) o FORO GNOMONICO (dal greco: gnòmon = indicatore – che fa conoscere), sapientemente ricavato sul muro o soffitto (dipende dalle circostanze) dell’edificio, si manifesta sulla LINEA MERIDIANA predisposta.

Tale linea può essere più o meno lunga, dipende dall’altezza dello GNOMONE, e talvolta può anche arrampicarsi sul muro opposto (vedi tavola descrittiva).

Su tale LINEA MERIDIANA, che quotidianamente dice il MEZZOGIORNO, ben orientata e divisa in base alla LATITUDINE LOCALE sono frequentemente indicate le date delle diverse DECLINAZIONI che il sole assume durante lo scorrere dell’anno; SOLSTIZI, EQUINOZI, SEGNI E DATE DELLO ZODIACO, …..etc….. conferiscono una sorta di misterioso fascino, soprattutto quando tali indicazioni sono toccate dall’immagine solare.

Il principale motivo della diffusione di questi grandi strumenti, solitamente realizzati all’interno di chiese più o meno grandi (a maggiore altezza corrisponde una maggiore precisione), è da ricercarsi nell’autorità del PAPATO CATTOLICO, infatti il PAPA, nel corso dei secoli, è sempre stato detentore del potere relativo alla regolamentazione del CALENDARIO; dunque le grandi MERIDIANE A CAMERA OSCURA, per grado di precisione, divengono un importante mezzo per l’adempimento di tale funzione.

Fin dai secoli medievali, astronomi e matematici erano coscienti che il calendario di Giulio Cesare del 46 a. C. , detto CALENDARIO GIULIANO era imperfetto; infatti, sia Giulio Cesare che il suo astronomo Sosigene di Alessandria, erano persuasi che la durata dell’anno fosse di 365 giorni e 6 ore , ragion per cui pensarono di correggere lo scarto delle 6 ore di avanzo (rispetto all’anno considerato di 365 giorni) aggiungendo 1 giorno ogni 4 anni che fu detto BIS-SEXTO da cui BISESTILE, termine che tutti conosciamo.

In realtà però, rispetto al calcolo di Sosigene, l’anno è più corto di 11 minuti e 12 secondi, una differenza che, anche se apparentemente piccola, a distanza di secoli creò uno SFASAMENTO DI 10 GIORNI rispetto al reale EQUINOZIO DI PRIMAVERA e tale questione scombinava la DATA MOBILE della PASQUA, come deciso al CONCILIO DI NICEA (325 d.C.) e riconfermata al CONCILIO DI TRENTO (XVI sec.), fu stabilito che cadesse LA DOMENICA SUCCESSIVA O CORRISPONDENTE AL PRIMO PLENILUNIO DOPO L’EQUINOZIO DI PRIMAVERA (il 21 Marzo è considerato l’EQUINOZIO ECCLESIASTICO mentre l’EQUINOZIO ASTRONOMICO, può cadere nei giorni: 19, 20, 21); viene da sé il pensiero che tale data mobile assume una forte valenza TEOLOGICA.

Dunque, Gregorio XIII, sotto le pressioni del CONCILIO DI TRENTO, grazie alle veritative misurazioni rese possibili dalle GRANDI MERIDIANE, compì l’opera di riforma del calendario che prese il nome di CALENDARIO GREGORIANO, e con la BOLLA INTER GRAVISSIMAS, emanò l’ordine di correzione sopprimendo 10 giorni a quello stesso anno 1582 (ricordiamo tutti il detto: <13 Dicembre, Santa Lucia, la giornata più corta che ci sia > – mentre sappiamo che la giornata più corta cade in prossimità del 23 Dicembre quando si verifica il SOLSTIZIO D’INVERNO), ed inoltre fu deciso di non considerare più BISESTILI, quegli anni secolari il cui millennio non fosse esattamente divisibile per 4 come: 1700, 1800, 1900, 2100…..etc…..; in questo modo la differenza di un giorno fra il CALENDARIO GREGORIANO e L’ANNO TROPICO verrà raggiunta solo dopo 3300 anni. Dunque, la Chiesa di Roma, concesse i propri luoghi di culto per istallarvi le MERIDIANE, che come già detto, per necessità di precisione, hanno bisogno di grandi ambienti e scarsa luminosità.

Disegno del 1740 di Piazza Santa Maria a Lucca

Tra le numerose istallazioni gnomoniche all’interno di importanti chiese, che qui evito di citare e descrivere, ci tengo a ricordare quella che si trova custodita in SANTA MARIA FORISPORTAM a Lucca (chiesa che attualmente purtroppo, solitamente, è chiusa), l’unica MERIDIANA lucchese a CAMERA OSCURA, che segna il MEZZOGIORNO diversificato di circa 20 minuti rispetto al mezzogiorno romano.

Prof. Marco Polloni

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