La Tribuna degli Uffizi..di Marco Polloni

La Sala della Tribuna degli Uffizi, ricca di riferimenti derivati dalla tradizione antica, come ad esempio la Torre dei Venti di Atene, e moderna, come la cupola del Brunelleschi, è
considerata come il più antico spazio progettato con criteri espositivi, in pratica il primo museo d’occidente. Venne ideata, nel XVI sec., dal granduca di Toscana Francesco I
de’ Medici e da Bernardo Buontalenti suo architetto, per contenere le opere d’arte più preziose della collezione medicea.
La struttura architettonica fu iniziata nel 1581 nel corridoio di levante degli Uffizi, dove Francesco aveva già fatto trasferire diverse antiche statue e dove aveva voluto che fossero
ospitati i raffinati laboratori orafi e di altri settori.
Tale struttura venne conclusa nel 1583, e al centro della sala ottagonale, il cui allestimento venne realizzato entro i 3 / 4 anni successivi, era collocato un grande scrigno a forma di
tempietto a base circolare e coperto a cupola, atto a custodire medaglie e cammei; alle pareti erano collocati dipinti e mensole per esporre oggetti, sculture e tanto altro, insomma una vera
e propria stanza delle meraviglie, pensata come un contenitore di opere inestimabili, a cui contribuiva una buona illuminazione proveniente dall’alto tramite le finestre del tamburo e
della lanterna.
Per quanto riguarda il pavimento, il Buontalenti lo concepì come una sorta di raggiera a forma di grande fiore a tarsia policroma , mentre alla base delle pareti era presente, ma è
andato perduto, uno zoccolo dipinto con pesci, uccelli, piante di palude …..etc….. .
Per dirla in breve, Francesco volle che la tribuna fosse una palese simbolica rappresentazione dell’Universo, per cui un richiamo evidente ai “quattro elementi” che l’arte e la scienza
mettevano in evidenza: la Terra è simbolizzata dal pavimento; il velluto rosso delle pareti allude al Fuoco ; l’Acqua è richiamata dallo zoccolo di base; l’Aria invece era evocata dalla
lanterna perchè esposta ai venti e per la presenza di un anemoscopio azionato da una banderuola posta fuori, alla sommità. Vi sono poi altri aspetti: forma, colore, decorazioni che
non sono completamente scevri di riferimenti relativi all’ermetismo, all’alchimia e alla religione tra i quali è necessario menzionare la “forma ottagonale” utilizzata fin dai tempi
antichi per la pianta di importanti edifici di culto o altro, come la già citata Torre dei Venti di Atene e in epoca cristiana per basiliche a pianta centrale, ma ancora di più per i battisteri.
Il “cerchio” è simbolo del “divino” è la forma perfetta che non ha né “principio” né “fine”; il “quadrato” invece, rappresenta il “creato”, l’uomo attraverso il Battesimo muore per poi
rinascere pienamente partecipe della vita di Dio in Cristo. Due quadrati sovrapposti e ruotati l’uno rispetto all’altro, formano un “ottagono”, un avvicinamento alla circonferenza , un
andare verso la perfezione, verso Dio.


Anche dal punto di vista numerologico si evidenzia ulteriormente il significato del numero 8, in quanto 6 sono i giorni della Creazione, il “settimo” giorno è simbolo del riposo e della
compiutezza, mentre “l’ottavo” allude alla “Risurrezione”.
Emerge poi, da una descrizione del 1677 di Francesco Bocchi, dell’esistenza di una meridiana, oggi scomparsa:
<< Il campo della Cupola della Tribuna è di color vermiglio, bellissimo di lacca, incrostato di madreperle: nella Lanterna poscia sopra la Cupola si vede per certo segno il vento che regna: perché quando soffia per l’aria, e domina in sua parte, agitando di fuori una banderuola, tosto dentro si vede certa lancetta, che senza errore, onde viene questo vento, dimostra acconciamente. – L’equinozio di Primavera nell’Ariete, quello di Autunno nella Libra: il Solstizio nel Granchio, quello di Capricorno a tempo assegnato, quando viene il Sole a questi punti, passando il lume solare per un certo luogo forato, con tanta certezza si conoscono, che ancora, che altri sia poco pratico di corso di pianeti, del moto del cielo, e delle stelle nel contemplare così sovrano artifizio si fa intendente tuttavia >>.
Dalla enunciazione si evince la presenza dell’anemoscopio, e la descrizione di una “meridiana a camera oscura” probabilmente ispirata a quella di Santa Maria del Fiore, con i
segni dello zodiaco allineati (vedi immagine) lungo una linea che andava dall’imposta della lanterna con il segno del Capricorno (Solstizio d’Inverno), alla base della cupola con i segni
Ariete e Bilancia (Equinozi), fino al segno del Cancro (Solstizio d’Estate) posto sul pavimento.
Dalle origini ad oggi la Tribuna ha subito molti cambiamenti a cominciare da quando, nel 1587, a Francesco succedette Ferdinando, e nei secoli successivi, fino all’attuale nuovo
allestimento ultimato nel 2012, importante non tanto per il tentativo di riportare la Tribuna al suo aspetto originale, ma soprattutto per il contributo, da parte della nostra epoca, allo
splendido ambiente che ha dato vita al Museo degli Uffizi.

Prof. Marco Polloni

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