Santa Maria Novella e gli strumenti di Egnazio Danti..di Marco Polloni

Coloro che frequentano le pagine < TESSERE DI SAPERE > del < BLOG ARGONAUTI >, avranno senz’altro notato che, gli inserti da me pubblicati, sono spesso complementi di ARTE – RELIGIONE – FILOSOFIA, con frequenti agganci e rimandi incentrati su questioni in cui lo SPAZIO e il TEMPO si evidenziano come protagonisti, talora con parvenze anche prettamente scientifiche, ragion per cui lo scibile argomentativo si amplia formando la TETRALOGIA a cui partecipano: ARTE – RELIGIONE – FILOSOFIA – SCIENZA, che frequentemente si trovano a compartecipare.

Ora, dopo il piccolo ma importante chiarimento, entriamo nell’istanza della presente tessera argomentativa: tra gli innumerevoli tesori e capolavori artistici, di impossibile elencazione, si evidenzia a
Firenze la BASILICA DI SANTA MARIA NOVELLA, la cui armoniosa facciata è senza dubbio una delle massime espressioni dell’ARTE RINASCIMENTALE.

Qui Leon Battista Alberti ha organizzato uno schema subordinato alle regole della GEOMETRIA, uno scenario di componenti relazionati tra loro con rigorosa SIMMETRIA ed EQUILIBRIO, quindi una grande ed elevata EURITMIA tale da indurre lo spettatore alla contemplazione, come fosse un grandioso dipinto, in cui l’ARMONIA lascia trasparire la VERA ESSENZA DELLA BELLEZZA tutta caricata di rimandi simbolici.

Oltre a ciò, tale facciata, gode della particolare caratteristica che la lega all’ASTRONOMIA, in quanto su di essa si trovano DUE ANTICHI STRUMENTI installati da Egnazio Danti (Perugia 1536, il nome originario era Carlo Pellegrino, si chiamerà Egnazio quando nel 1555 entrerà nell’Ordine dei Domenicani): una ARMILLA EQUINOZIALE (Fig. 2 – 2a) e un QUADRANTE ASTRONOMICO (Fig. 3 – non spiegato nella tavola vista la sua complessità, e che quindi merita di essere preso in esame in una apposita tessera argomentativa), necessari al Danti per effettuare un’indagine sui movimenti della SFERA CELESTE essenziale per il calcolo dei parametri astronomici annuali, atti a dimostrare l’accumulo di errore di ben 10 giorni in riferimento all’ EQUINOZIO DI PRIMAVERA, importante per il calcolo della PASQUA, la cui data
mobile, come deciso al CONCILIO di NICEA del 325 d.C., doveva cadere LA PRIMA DOMENICA DOPO IL PLENILUNIO di PRIMAVERA.
Con tali strumenti il Danti misurò anche l’ OBLIQUITA’ dell’ECLITTICA (il piano di giacenza dell’orbita descritta dalla Terra intorno al Sole) che confrontò con le antiche misurazioni, nell’intento di porre fine alle vecchie
diatribe sull’identità di tale valore. Questi strumenti però risultarono troppo piccoli e non potendo dare il grado di precisione sperato, vennero usati solo per dimostrare le incongruenze tra il CALENDARIO CIVILE e il REALE MOMENTO ASTRONOMICO. Ma siccome Egnazio era intenzionato ad approfondire l’indagine astronomica al fine di contribuire alla RIFORMA DEL CALENDARIO, chiese il permesso di praticare sulla stessa facciata 2 FORI GNOMONICI, uno nel rosone e l’altro più in alto, in mezzo alle specchiature marmoree, questi sarebbero serviti per realizzare una MERIDIANA A CAMERA OSCURA (interna), per osservazioni più esatte relative ai SOLSTIZI e agli EQUINOZI.
Comunque, questi strumenti semplici e affascinanti, sottintendono una profonda conoscenza astronomica le cui basi sono fondate nella cultura greca con riferimento ad astronomi come Tolomeo (II sec. d.C.), Proclo (VI sec. d.C.) e Sacrobosco (XIII sec. d.C.).

Prof.Marco Polloni

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