Storia di Viareggio: dalla guida del 1893

Quello che andiamo a pubblicare è l’estratto dalla Guida Turistica del 1893 di Michetti tipografo in Viareggio, e parla della STORIA di Viareggio, forse in alcuni punti non è estremamente esatta, ma la sua lettura offre uno spaccato importante di come alla fine del 1800 s’insegnava la storia cittadina:

Il fatto sta che è di difficile indagine il determinare con precisione come e quando questo paese cominciasse ad essere; ma tutto però induce a credere aver avuto origine da poche ed anguste capanne, fabbricate da al­cuni marinari pisani, scampati dal furore dei Saraceni, e trovato comodo ed utile qui uno scalo naturale. Crebbe poi a grado a grado, e fu molestato a vicenda da popoli vicini; cosicché non prosperava che poco; anzi vi fu un tempo in cui decadde fino al punto di tornare all’ incirca quale fu nella sua origine. E ciò é manifesto anche se consideriamo che Viareggio nei primi del secolo passato non consisteva che in pochi e squallidi abituri, in cui vivevano circa 200 abitanti soltanto.E prima che io vi esponga la vera ca­gione del progressivo e rapido sviluppo che ebbe dipoi questa Terra diletta, fino al punto in cui ora la vediamo, permettete che segua alquanto la cronaca, e vi dia un cenno del gran coronato, temuto dalla Francia, e ub­bidito da Germania e Spagna. Avrete di certo appreso che intendo alludere a Carlo V, il quale il 12 settembre del 1541 scalò in Via­reggio con 50 galere; non come conquista­tore però, ma per recarsi a Lucca a trattare col pontefice Paolo III, che ivi appunto tro­vavasi. In tal solenne occasione, venne dai Lucchesi fabbricato un ponte di legno che si spingeva in mare fino alla distanza di 35 metri dal lido, ed era tutto ricoperto con stoffa di seta.Arrivato a Lucca, fu ricevuto dal Papa solennemente in duomo, e quivi fu stabilito in quel giorno stesso dar principio alle loro trattative.

Di fatto venne concordato che il con­cilio universale per trattare delle controver­sie in materia religiosa, si tenesse in Trento, ove poi ebbe effetto nel 1544. Stabilirono ancora di concludere altre cose di somma inportanza: e quindi l’ Imperatore ripartì da Lucca il 18 dello stesso mese, s’ imbarcò a Viareggio e volse le sue galere alla conquista di Algeri.

Nel 1548 la Repubblica lucchese comin­ciò a considerare alquanto Viareggio, non solo come luogo fortificato, ma anche come paese e come porto: e di fatto riconobbe la necessità di tenervi un Commissario con giurisdizione in materia civile soltanto. E nel 1549 venne destinato sulla spiaggia il ter­reno necessario per costruirvi la casa del Commissario, la chiesa, che fu poi sacra a S. Pietro — ora detta della SS. Annunziata — e il locale per ufficio dell’ Abbondanza. Quindi furono costruiti nuovi magazzini, e venne lasciato il terreno per una piazza pub­blica; e forse è quella che oggi dicesi « piaz­za degli Erbaggi.»

E mostrandosi viepiù la necessità di nuove istituzioni, il 2 agosto del 1552 ven­ne concessa la facoltà agli Anziani e uf­ficio delle Entrate, d’ impiantare in Viareggio una posta.

Il 4 novembre del 1592 furono dalla Re­pubblica incaricati due membri dell’ ufficio dell’ Abbondanza d’ ispezionare, ogni 4 mesi almeno, le operazioni del Commissario, degli osti e degli altri che qui dimoravano.

E poiché nel 1600 venne istituito un mercato in questo paese, il Governo, per mez­zo dell’ ufficio dell’ Abbondanza, ordinò ai proprietari il restauro dei loro magazzini in…. modo che riuscissero asciutti e ben adatti a contenere una discreta quantità di cereali. Un decreto del Governo nel 1601 dava la facoltà di poter liberamente scalare e ven­dere in Viareggio vini ed altre merci; ed in tal modo questo luogo ebbe il titolo di porto franco; titolo che contribuì a renderlo maggiormente popolato.

Fu nel 1607 che sei cittadini lucchesi ebbero incarico di vigilare i lavori che si facevano alla fortezza di Viareggio, e di prov­vedere al modo col quale dovei condursi la guarnigione qui stanziata, nel caso che fos­sero apparse in questo porto galere turche o di altri nemici.

L’ Ufficio detto della Foce fu istituito dal Governo nel 1613 allo scopo di riferire ogni due mesi al Consiglio intorno a quanto fosse utile ed opportuno ai negozi della spiag­gia, della foce e del porto. E anno 1618 questo Castello ebbe il titolo di Vicaria, co­me rilevasi da un’ iscrizione posta in lingua latina all’ esterno del muro a levante dell’ antico locale degli Uffizi, in cui ora ha se­de l’ asilo infantile « Regina Margherita ».

Ma queste istituzioni e questi titoli non contribuirono che poco al grande sviluppo che ebbe in seguito questa nostra città. Era necessario che una mano benefica e sapiente venisse a togliere 1′ aria malsana che ren­deva breve la vita. E questa piano venne, e segnò una vera epoca per Viareggio. Parlo del celebre idraulico e matematico Bernar­dino Zendrini, nato presso Brescia nel 1679 e morto nel 1747. Quest’ uomo, a cui deve tanto Viareggio, 5 anni prima della sua mor­te costruì le cateratte a bilico sulla Burla­macca ; e così impedì che le acque salse, in tempo di maretta, si mescolino colle dolci. Con questo mirabile artifizio, l’aria divenne molto migliorata ; e ciò anche pel taglio dei boschi paludosi, e per lo scavamento di ca­nali in cui scorrono le acque de’ piccoli laghi vicini, e quelle delle pendici e delle sorgenti non lontane da noi. Queste operazioni ven­nero col tempo sempre più migliorate; e la campagna vicina si ridusse a buona coltivazione: cosicchè ora l’aria, che qui respiriamo è ottima sotto ogni rapporto.

Gianfranco Puccinelli (collezionista) Ass.Promo-Terr

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