il Pendolo di Foucault…di Marco Polloni

Sotto il profilo epistemologico, la dimostrazione di Foucault, del moto della Terra su se stessa, non è da considerarsi una scoperta scientifica, in quanto gli astronomi del XIX sec., mediante prove astronomiche e matematiche, avevano già raggiunto l’assoluta convinzione della fondatezza del sistema copernicano.

Gli astronomi del tempo non avevano bisogno del pendolo di Foucault per essere certi della rotazione terrestre sul proprio asse; le loro prove però, erano esterne, cioè desunte dall’osservazione della volta celeste. La prova di Foucault, invece, è interna, ossia per dimostrare che la Terra gira su se stessa, si serve di mezzi propriamente terrestri, ragion per cui, se la Terra fosse avvolta da una sorta di nube opaca, che non permette la visione del cielo, anche in tal caso, il pendolo permetterebbe la percezione di tale rotazione.

Il primo PENDOLO DI FOUCAULT fu presentato nel 1851, esso era costituito da una sfera di 28 Kg (oggi conservata al Musèe des arts et mètiers) sospesa ad un filo di 67 metri sotto la cupola del Pantheon di Parigi. La Terra ruotando sotto l’asse verticale del pendolo compie una rotazione completa nelle 24 ore se immaginiamo il pendolo installato al Polo Nord e al Polo Sud, alle altre latitudini la rotazione avviene con un periodo che dipende dalla latitudine (è possibile osservare la rotazione a tutte le latitudini tranne che all’Equatore); Foucault si accorse che sotto il Pantheon il piano di oscillazione del pendolo ruotava di 360 gradi in circa 32 ore (ciò che è importante è la latitudine del luogo dell’esperimento).
Scrive lo stesso Foucault nel “Journal des dèbats” : << Sotto le volte elevate di certi edifici, il fenomeno doveva acquistare una dimensione magnifica. Abbiamo trovato nel Pantheon un luogo meraviglioso adatto all’installazione di un pendolo gigantesco >>.
Sotto tale volta (del Pantheon) il magico spettacolo continua a ripetersi ogni giorno, ed ogni giorno continua a stupire innumerevoli spettatori che assistono alle silenti oscillazioni; anche Umberto Eco ne rimase affascinato, e descrive le maestose oscillazioni nell’introduzione del suo libro intitolato, appunto, “Il Pendolo di Foucault”:
<< Fu allora che vidi il pendolo. La sera, mobile all’estremità di un lungo filo fissato alla volta del tempio, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà. …..Io sapevo che la Terra stava ruotando, e io con essa, e insieme ruotavamo sotto il pendolo, che in realtà non cambiava mai la direzione del proprio piano di oscillazione, perché lassù, da dove pendeva, e lungo l’infinito prolungamento ideale del filo, in alto verso le più lontane galassie, stava, immobile per l’eternità, il punto fermo. …..Io sapevo – ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell’incanto di quel placido respiro che il pendolo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero “pi greco” che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili. …..così che il tempo di quel vagare di un grave dall’uno all’altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più in temporali delle misure: l’unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di “pi greco”, il tetragono segreto della radice, e la perfezione del cerchio. …..

Perchè nel vuoto qualsiasi punto materiale pesante, sospeso all’estremità di un filo inestensibile e senza peso, che non subisse la resistenza dell’aria, e non facesse attrito con il suo punto d’appoggio, oscillerebbe in modo regolare per l’eternità >>.

Prof.Marco Polloni

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