La Tetraktis => Sacro Triangolo..di Marco Polloni

Il V capitolo del Libro I della Metafisica di Aristotele è dedicato ai pitagorici e alla dottrina dei numeri; tale testo è considerato la fonte primaria, la più affidabile esposizione della filosofia pitagorica: << I filosofi pitagorici si dedicarono a coltivare la matematica e furono i primi a farla progredire […..]. Partirono dal presupposto che le cose esistenti sono numeri, non intesi come a sé stanti, ma come realmente intrinseci alle cose. Vale a dire, le cose sono composte di numeri, gli elementi dei numeri sono elementi propri di tutti gli esseri esistenti e la totalità dell’universo è armonia e numero. >>.

Il pitagorismo, dunque, era una sorta di teologia del numero, ragion per cui il matematico era come il teologo che indagava cercando di svelare l’ordine divino. Pitagora, visse in un arco di tempo che si può inquadrare fra il 580 e il 490 a.C., sembra che abbia viaggiato moltissimo, ragion per cui sarebbe entrato in contatto con la sapienza di diversi popoli; i suoi insegnamenti, certamente non è l’unico caso, non furono mai scritti ma diffusi oralmente; egli immaginava i numeri come figure geometriche: triangoli, quadrati, pentagoni, esagoni …etc…, rappresentate con punti o sassolini necessari per definire la forma relativa al numero.

Lo studio dei numeri legati alle forme assumeva, dunque, per i pitagorici, una sorta di valenza spirituale, in un certo senso simile alla cabala ebraica, in cui ogni numero era associato ad una unità simbolica.

L’UNO, la monade, in quanto generatore di tutti i numeri godeva di uno status tale da non essere considerato propriamente un numero, esso era rappresentato dal punto che a sua volta era considerato l’origine di tutte le dimensioni spaziali. Il numero DUE, la diade, rappresentava la diversità, l’indefinito, era considerato come il principio femminile ed anche il numero dell’opinione e della divisione; esso geometricamente era rappresentato dalla linea determinata da due punti, per cui una sola dimensione. Il TRE, la triade, in quanto unione della monade e della diade era simbolo dell’armonia e della perfezione ed era considerato il primo numero triangolare maschile, infatti la sua espressione geometrica era appunto il triangolo determinato da tre punti, non giacenti sulla retta ma su un piano e dunque esteso in due dimensioni. Il QUATTRO significava la legge universale, simboleggiava la giustizia, l’ordine, ed era considerato la chiave della natura e dell’uomo; dal punto di vista geometrico, i quattro punti, non appartenenti allo stesso piano, formano un tetraedro, ossia una piramide con quattro facce triangolari, il cui volume si estende nelle tre dimensioni.

Per i pitagorici il numero quattro godeva di una speciale considerazione in quanto strettamente connesso al numero DIECI , per via dei quattro punti che costituiscono la base del sacro triangolo (vedi figura), che rappresenta il tutto; infatti il numero dieci risulta dalla somma di 1 + 2 + 3 + 4 = 10 e poiché riunisce i numeri che rappresentano: l’unicità, la polarità, l’armonia, la realtà spaziale e materiale, la forma che tutto questo esprime fu definita dallo stesso Pitagora Tetraktis, il numero triangolare che aveva carattere sacro.

La Tetraktis: 1 + 2 + 3 + 4 = 10 era ritenuta così importante, da Pitagora e Pitagorici, da indurli a comporre una apposita preghiera dedicata al Sacro Triangolo: << Benedici noi, o numero divino, tu da cui derivano gli Dei e gli uomini. O Santa Tetrade, tu che contieni la radice, la sorgente dell’eterno flusso della creazione. Il numero divino si inizia con l’unità pura e profonda, e raggiunge il quattro sacro; poi produce la matrice di tutto, quello che tutto comprende, che tutto collega; il primo nato, quello che giammai devia, che non affatica, il Sacro Dieci, che ha in sé la chiave di tutte le cose…..>>.

Sulla Tetraktis o Decade, i pitagorici prestavano giuramento, in quanto ritenuta il simbolo di Dio e dell’universo, i primi quattro numeri contenevano il segreto della scala musicale, la loro somma secondo Aristotele era la sintesi massima della natura tutta del numero, principio e fondamento di tutto, per cui il Sacro Triangolo era la massima espressione del misticismo numerico, la formulazione con la quale Pitagora ha tramandato l’antico metodo di accesso ai codici numerologici e alle metafore degli antichi testi.

Etimologicamente il termine Tetraktis significa numero triangolare, la disposizione geometrica come espressione di 1 + 2 + 3 + 4, le quattro specie degli enti geometrici che costituiscono lo spazio: il punto, la linea, la superficie e il solido.

Prof.Marco Polloni

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