Corpus Hypercubus..di Marco Polloni

Salvator Dalì, da surrealista quale è, molto interessato alla componente geometrica legata alla QUARTA DIMENSIONE, nella sua opera CROCIFISSIONE – CORPUS HYPERCUBUS (1954 – olio su tela: 58,4 x 73,7 –
Metropolitan Museum of Art di New York) mette in risalto Cristo crocifisso su una CROCE IPERCUBICA:
<< Nelle arti plastiche, io credo, esista una quarta dimensione che può essere descritta come la coscienza di un grande e incontenibile senso di grandezza spaziale in tutte le direzioni allo stesso tempo e portato all’esistenza attraverso le tre misure conosciute.>> ( Max Weber – “La quarta dimensione dal punto di vista plastico” – 1910 ).
Ora, in riferimento al commento sulla QUARTA DIMENSIONE di Weber, ritengo importante una piccola spiegazione relativa all’IPERCUBO (rimandando ad un eventuale prossimo articolo i passaggi di geometria
proiettiva che sarebbero necessari).
Intanto, per dirla in breve, cominciamo con l’osservare un CUBO come oggetto TRIDIMENSIONALE, ognuna delle 6 facce è un QUADRATO (2 Dimensioni), quindi se proiettiamo il CUBO (3 D.) su uno dei PIANI passanti
per una delle sue facce otteniamo un QUADRATO; per cui potremmo ammettere che come il QUADRATO è la rappresentazione a 2 D. di un CUBO (3 D.), allo stesso modo si può pensare il CUBO (3 D.) come la proiezione
di un IPERCUBO (4 D.).


Infatti, il CUBO si sviluppa sul PIANO con le 6 facce dispiegate (2 D.) a forma di croce (Fig. 2) come l’IPERCUBO può essere espresso in 3 Dimensioni con 8 CUBI, disposti proprio come la CROCE di Dalì (Fig. 3).
Ovviamente questa è una sorta di spiegazione ristretta e poco chiarificante, ma spero sufficiente per accedere al profondo senso teologico dell’opera in questione (Fig. 1).
L’aspetto altamente significativo di cui Dalì si è servito, avvicinandosi alle connotazioni religiose legate alla DIMENSIONE SUPERIORE, è proprio la CROCE TRIDIMENSIONALE come dispiegamento della QUARTA
DIMENSIONE rappresentata dall’IPERCUBO, simbolo del passaggio dal nostro mondo, ossia lo SPAZIO TRIDIMENSIONALE, al Paradiso, il mondo della QUARTA DIMENSIONE, dell’ETERNITA’.

Con il CRISTO CROCIFISSO senza chiodi alle mani e ai piedi, fluttuante sulla CROCE IPERCUBICA, si spiega tutto il valore universale FISICO e METAFISICO della REDENZIONE; sulla CROCE dell’IPERSPAZIO in quella
DIMENSIONE SENZA TEMPO, Gesù riassume l’intera sua vita, nell’evidenza del suo rapporto con i peccatori con tutto il messaggio che Egli ha annunciato; ragion per cui il CRISTO CROCIFISSO di Dalì diviene immagine della conversione interiore dell’intera umanità, che risorge con Lui nell’ETERNA DIMENSIONE.
In primo piano, a sinistra, la Madonna, in allusione a Gala la moglie di Dalì, presenta un’acconciatura moderna e abiti lussuosi, come drappi dalle tinte metalliche, guarda Gesù crocifisso, elevato al di sopra di un pavimento a scacchi bianchi e neri ( il bene e il male) che rimanda al senso dell’infinito, il tutto nella cupa atmosfera di un paesaggio notturno a simboleggiare la morte di Cristo, che appare a noi UMANO e METAFISICO.

Prof. Marco Polloni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *