La Grande Piramide in ragione Aurea..di Marco Polloni

La piramide di Cheope fu edificata fra il 2500 e il 2400 a. C.  => Secondo Erodoto i sacerdoti egiziani volevano che ogni faccia triangolare, avesse l’area pari a quella di un quadrato avente per lato l’altezza  della piramide stessa misurata a piombo a partire dall’apice.

Per tale regola si stabilisce una inclinazione del profilo di 51° 50’ 40’’ quindi molto prossimi ai 52° ottenuti tramite la costruzione dello stesso profilo con la regola geometrica della Divina Proporzione come si evince dalla presente tavola.

Gli studiosi si dividono in due categorie, vi sono quelli che ritengono che gli egiziani conoscessero la Sezione Aurea e coloro che non credono nella possibilità, degli egiziani, di determinare esattamente l’inclinazione per tale via, in modo che vi sia rapporto aureo tra il semilato di base e l’altezza delle facce triangolari (vedi figura: il segmento AN sta al segmento NB come NB sta al tutto ossia ad AN + NB).

La domanda è: gli egiziani conoscevano la Sezione Aurea? 

 

Per il mondo occidentale il concetto di proporzione nacque nel contesto della Grecia antica, e sappiamo che fu introdotto da Pitagora di Samo (vissuto tra il 580 e il 490 a. C.)   agli inizi della filosofia, nel momento in cui la visione mitico-religiosa  si scontrava con l’interpretazione razionale incentrata sulla ricerca del principio unico e universale (l’arkè)  dell’origine del tutto.  

Dallo studio delle leggi numeriche, in considerazione delle corde sonore e i rapporti tra le loro lunghezze, la scuola pitagorica scoprì dei principi morfologici di carattere generale, che ben presto divennero principi compositivi per ogni tipo di arte, per l’esigenza di armonizzare lunghezze, superfici e volumi delle singole parti in funzione del tutto, per mezzo di raffinate costruzioni geometriche, tra cui quel meraviglioso accordo di unità perfetta che nei tempi fu chiamato in diversi modi: Sezione Aurea, Divina Proporzione, Costante dell’Armonia, Proporzione di Media ed Estrema Ragione; un tesoro della geometria che divide appunto un segmento in estrema e media ragione, il cui rapporto in termini numerici è quell’irrazionale numero, derivato da una sostanza visiva perfetta tanto gradita alla nostra percezione, ossia il così detto numero PHI (, lettera iniziale dell’artista greco Fidia ), la cui complessa natura matematica si esprime: =  1 + Ѵ5/2  ≈  1,618033…………..=>.  

È anche probabile, però, che altre antiche civiltà fossero venute a conoscenza di tale principio armonico, ragion per cui potrebbe non essere escluso l’antico Egitto, come fanno appunto supporre certi parametri compositivi tra cui, non escluderei, dal mio punto di vista, proprio quelli legati ai rapporti proporzionali della Grande Piramide di Cheope (come si evidenzia in figura), dove le inclinazioni della piramide di 52° alla base e 76° al vertice ottenute in riferimento alle dimensioni reali: lato di base 230,36 m. , altezza 146,6 m. (vedi rappresentazioni in alto a sinistra e a destra), coincidono con quelle ottenute tramite costruzione geometrica (della quale evito di descriverne i passaggi per non annoiare) in ragione Aurea.

In considerazione che le dimensioni reali note, variano, anche se di poco,  a seconda delle fonti, penso che tale armonia aurea non sia da ritenersi una fortuita coincidenza, anche se un’altra domanda può sorgere spontanea: perché se i costruttori egizi conoscevano tale rapporto, costruirono la vicina Piramide di Chefren con una inclinazione di 53°10’?

Prof. Marco Polloni

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