Maria Luisa di Borbone: una Donna, un Ducato.

Lucca ed il suo territorio sono in quel fine 1817 caratterizzati da una crisi molto grave. Le diverse dominazioni che si erano susseguite dal 1799, le guerre e le spogliazioni, ne avevano quasi distrutto l’economia ed il panorama sociale si presentava in termini drammatici. La povertà era talmente diffusa e generalizzata che dappertutto, in città e nei paesi, si registravano “morto per fame”, “morto per inedia”, “venuto a mancare per strada fiaccato”. Le speranza della popolazione e dei ceti dirigenti sono riposte nella nuova sovrana: questo spiega l’entusiasmo dell’accoglienza che Maria Luisa ricevette al suo arrivo. Domenica 8 dicembre nella cattedrale gremita si canta il Te Deum e lunedì 9 si ha il primo intervento governativo della Duchessa: convoca il presidente del Monte dei Pegni (oggi Banca del Monte di Lucca) e con i fondi personali (“borsiglio privato”) paga le polizze dei più poveri facendo restituire gli oggetti – per altro di prima necessità – di pertinenza. E’ lo stesso gesto che aveva compiuto a Firenze quindici anni prima da regina d’Etruria.

            Il sistema di governo instaurato da Maria Luisa viene definito solitamente “assoluto” – e secondo i criteri presenti nella attuale storiografia è vero – personalmente, però, preferisco definirlo personale e diretto, di tipo famigliare o paternalistico. Il sistema è semplice: la Duchessa attraverso la sua Segreteria Intima invia ordini ai Ministri e Funzionari dello Stato ed essi sono incaricati della loro esecuzione. Il che non vuol dire che sia esclusa una qualsiasi forma di consultazione previa ad ogni decisione, anzi .. Questo va detto subito, adesso, al fine di comprendere anche la rapidità d’esecuzione dei decreti e delle disposizioni prese, esendo i passaggi burocratici ridotti davvero al minimo.

            Maria Luisa soffriva di una qualche forma di insufficienza respiratoria, leggera all’inizio, poi aggravatasi nel tempo fino a provocarne quasi certamente il decesso in età ancora relativamente giovane, a 44 anni. Il clima della città di Lucca ed anche l’ambiente “chiuso” della piccola capitale spiegano, almeno in parte, la scoperta di Viareggio e la predilezione che essa dimostrerà in maniera molto concreta attraverso interventi legislativi che conducono la località marina del Ducato ad un rapido e ben ordinato sviluppo in vari settori.

            Il mare a Viareggio rappresenta per lei il “luogo” della libertà: lì può liberarsi dai pensieri e dalle responsabilità del governo, dalle controversie burocratiche quotidiane ed anche, forse dalle preoccupazioni familiari. I suoi due figli, infatti, percorrono cammini diversi dal suo e non riesce ad averne un buon controllo. E poi ci sono le incomprensioni, le critiche … Viareggio, allora un borgo di poco più di 3.300 abitanti, gente schietta e semplice, rispettosa e cordiale le consente quella distensione piscologica della quale ha spesso bisogno. Il mare, quella sensazione di infinito, senza confini … e poi, lì si respira meglio.

            Ma a queste che potremmo definire anche sentimentali, si aggiunge una precisa visione politica. Il suo Stato è assai piccolo, totalmente circondato dal ben più vasto e potente Granducato di Toscana controllato dalla Corte di Vienna non sempre amica di Casa Borbone e dei territori da questa governati ed il rischio ricorrente è quello di una “dipendenza” che, pur necessitata per molti versi, può mutarsi in un controllo opprimente, soprattutto per lei abituata ai fasti della Corte di Spagna. I pochi chilometri della costa del mare a Viareggio diventano idealmente l’unica “via di fuga” dall’opprimente abbraccio asburgico toscano.

            Una serie di ragioni, queste piscologiche, politiche e personali che costituiscono il substrato alle decisioni che Maria Luisa matura già nei primi mesi di governo, facendo di Viareggio l’oggetto delle sue attenzioni e pure il territorio per realizzare i suoi sogni. Ed è importante registrarle perché la storia non è costituita solo da fatti, da avvenimenti, da documenti, da monumenti ma anche, anzi, principalmente, dalle persone con le loro qualità e difetti che determinano le motivazioni e le decisioni che sfociano poi negli eventi.

            Proprio tenendo conto di tutto questo, cominciamo un percorso organico degli interventi legislativi che Maria Luisa decide relativamente a Viareggio ponendo, in tal modo, le premesse di quello che sarà il suo articolato e ricco sviluppo nel corso dell’Ottocento e del Novecento, cioè di questi due secoli di storia.

Monsignor Giovanni Scarabelli (Decano Accademia Maria Luisa di Borbone)

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