Dai 10 comandamenti, alla storia dell’arte (realtà pandemica e regole)

In questi giorni siamo sommersi da pagine e pagine di regole, di divieti e prescrizioni e non credo di essere l’unico, che ha fatto un parallelo con i più antichi comandamenti, che hanno iniziato a regolare la nostra vita civile e sociale. Sto parlando dei 10 Comandamenti, incisi sulla pietra, quelli che DIO offrì a Mosè, dieci regole su cui si basano molte delle nostre leggi e che racchiudono il senso della comunità e della nostra civiltà. A mio parere un atto di sintesi al quale i nostri governanti dovrebbero attenersi!

Come appassionato di storia, non entro nel merito morale e religioso, la fede non è spiegabile razionalmente, ma la curiosità ed il desiderio di conoscenza certificano dei fatti : esistono delle differenze tra i comandamenti originali e quelli conosciuti da noi.  Infatti nella chiesa cattolica è stato completamente cancellato il 2° comandamento, quello che nella parte originale, vieta la rappresentazione di Dio e del suo firmamento celeste, mentre nelle altre due religioni monoteiste (ebraica ed islamica) tuttora rimane, ed è uno dei fondamenti principali. Le motivazioni di questa cancellazione, avvenuta durante la ratificazione della dottrina, iniziata da Constantino con il I° concilio di Nicea, ed approvata dal II° concilio, che si espresse

«…definiamo con ogni rigore e cura che, a somiglianza della raffigurazione della croce preziosa e vivificante, così le venerande e sante immagini, sia dipinte che in mosaico o in qualsiasi altro materiale adatto, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, sulle sacre suppellettili, sui sacri paramenti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l’immagine del signore Dio e salvatore nostro Gesù Cristo, o quella dell’immacolata signora nostra, la santa Madre di Dio, dei santi angeli, di tutti i santi e giusti. Infatti, quanto più frequentemente queste immagini vengono contemplate, tanto più quelli che le contemplano sono portati al ricordo e al desiderio di ciò che esse rappresentano e a tributare loro, baciandole, rispetto e venerazione. Non si tratta, certo, di una vera adorazione, riservata dalla nostra fede solo alla natura divina, ma di un culto simile a quello che si rende all’immagine della croce preziosa e vivificante, ai santi evangeli e agli altri oggetti sacri, onorandoli con l’offerta di incenso e di lumi secondo il pio uso degli antichi. L’onore reso all’immagine, in realtà, appartiene a colui che vi è rappresentato e chi venera l’immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto.»

Il secondo Concilio di Nicea, del settembre 787 D.C., venne promosso dopo l’iniziale tentativo di concilio del 786 a Costantinopoli, soppresso dall’irruzione dell’esercito fautore dell’iconosclastia, che considerava l’icone religiose come una forma d’idolatria. Venne così approvato il culto delle immagini sacre.

Una più moderna ed attuale interpretazione teologica, a favore delle immagine sacre, è che DIO attraverso l’incarnazione di Gesù, che si è fatto corpo, abbia di fatto e di sostanza superato il II° comandamento dell’Antico Testamento.

Riporto, per dovere di cronaca il II° comandamento, nelle due versioni:

) Non nominare il nome di Dio invano

) Non dovrai farti alcuna figura scolpita, né immagine alcuna delle cose che sono in alto nel cielo o in basso sulla terra o nelle acque al di sotto della terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li adorare, perché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio scrupoloso [nell’esigere la punizione per l’idolatria]. Per coloro che mi odiano Io punisco il peccato dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione mentre uso bontà fino alla millesima generazione per coloro che mi amano ed osservano i miei comandamenti.

E’ grazie a questi avvenimenti storici, che oggi possiamo ammirare  e stupirci di fronte alle magnificenza delle opere di Leonardo (L’Ultima cena…) di Raffaello (La Trasfigurazione) di Michelangelo (La Pietà..) le chiese sono diventate, così, negli anni degli scrigni preziosi, nei quali ammirare la magnificenza di DIO attraverso l’opera degli uomini

Il Mosè cornuto di Michelangelo La Pietà

Perdonate la mia disgressione, che parte da una parallelismo di stretta attualità: il ridondante decreto sulle normative antivirus e l’estrema sintesi dei 10 comandamenti, e si allontana da questo rapporto conflittuale arrivando alla nascita del Rinascimento italiano attraverso il 2° comandamento.

Questo a spiegare, che la storia e la sua conoscenza, hanno un importanza fondamentale nella nostra civiltà e non ci può essere un futuro senza una valorizzazione del passato!

Francesco Fiorini (Ass.Promo-Terr)


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